La generosità crea sviluppo

 “Sei pronto a dare via anche la metà di quello che non stai guadagnando adesso a coloro che ti aiuteranno a guadagnarlo in futuro”.  “Il signor Ikea”.

Nella mia lunga esperienza imprenditoriale ho capito che se vuoi vincere, devi coinvolgere altre persone. Per farlo ho imparato a renderle partecipi del mio sogno e dei miei progetti. Le persone vanno coinvolte, non assunte. Le persone che collaborano con te sono il tuo obiettivo, non il tuo strumento. Devono vincere anche loro, insieme con te.

I collaboratori che vengono resi partecipi delle mete aziendali, si trasformano in forze della natura. Per questo motivo, ogni imprenditore che voglia raggiungere il successo, deve avere un grande sogno, una meta ambiziosa, un ardente desiderio, poi fare in modo che i suoi collaboratori la sposino e la condividano.

Se pensi che le tue persone siano soltanto un costo, una necessità, o perché serve manovalanza in quel momento, ti troverai ad assumere nuove risorse che, per carità, ti aiuteranno nella tua operatività, ma non forniranno davvero molto valore aggiunto all’azienda.

Al contrario, se assumi al fine di avere in squadra delle persone che sposino la tua meta, tenderai a “duplicare”, cioè l’attenzione sarà volta a riprodurre quel valore che tu stesso hai generato fino a quel momento.

L’avere o meno un team forte e motivato, dipende soltanto da te.

Solo dopo che hai imparato a selezionare bene le tue risorse e hai investito tempo, energie e denaro affinché diventino abili nel loro lavoro e allineati alla tua meta aziendale, allora puoi iniziare a pensare di delegare. Non prima.

La delega è un processo che ti porta alla libertà cui dovrai dedicare davvero molti sforzi, ma che, una volta partito, ti sembrerà la cosa più “naturale” del mondo. È importante sapere alcune cose, altrimenti ti potresti trovare nella situazione tipica di tanti titolari: “Faccio prima a farlo io, le persone non sono all’altezza”. Che tradotto, sarebbe: “Non sono stato capace di trovare e formare le persone in modo corretto”. Vediamo quali sono:

A chi delegare? È una persona che vuole crescere o ha bisogno soltanto di un lavoro? Ha buone attitudini per ricoprire quel ruolo? Quali esigenze future, diverse da oggi? ecc.

 Come delegare? Prima di delegare ti serve un percorso di crescita, con formazione e affiancamento, non solo tecnica ma soprattutto attitudinale ed emozionale.

Che cosa delegare? Non aver paura della loro crescita. Se vuoi che una persona copra adesso, o in futuro, una funzione importante, questi deve coprirla nel miglior modo possibile.

Cosa non delegare mai. Deve esserci sempre un limite “verticale” e “funzionale” alla delega. Ci sono alcuni campi che non possono essere assegnati ad altri. Vediamo quali sono:

La gestione delle finanze. Con l’aiuto del commercialista, senza delegare totalmente, devi conoscere mensilmente lo stato della tua azienda.

La gestione delle persone. Le persone riconoscono un solo leader. E quello sei tu.

La gestione delle persone chiave. Sarebbe la tua prima linea la quale deve portarti soluzioni, non problemi.

Il potere di prendere decisioni al vertice. Dopo aver ascoltato tutti, la decisione tocca a te.

Dopo che hai realizzato un’organizzazione di successo e hai raggiunto una buona solidità economica, la cosa più importante per te e per il futuro della tua impresa.

è il successo delle altre persone.

Vediamo ora l’esercizio della delega da un’altra prospettiva, che non è semplicemente affidare ad altri quello che facevi prima tu, ma significa anche dare la possibilità alle persone di crescere e di realizzarsi nella loro vita professionale e personale.

Per fare quel salto di qualità che ti porta dalla ricchezza all’abbondanza, quindi, devi smettere di pensare di fare le cose solo per un tuo tornaconto personale. Ricordi il tuo “vero perché”, “la tua voce”? Le cose per cui tu vorresti essere ricordato? Ecco. Tieni a mente che a ricordarti saranno sempre e solo le altre persone, quelle che hai aiutato davvero a superare le loro paure e i loro limiti. Quelle cui hai cambiato radicalmente la vita, portandole a vincere e a realizzare i propri sogni.

Quando negli anni ho supportato le tante associazioni senza scopo lucro del mio territorio, ho provato un grande piacere. Mi sono sentito bene, gratificato. Ci sono stati momenti in cui non potevo, sia per l’esile marginalità che ricavavo dalla mia produzione di porte/arredamenti, sia per i momenti di crisi che il Paese attraversava; eppure ho stretto i denti e allargato le spalle e ho cercato di non abbandonare quelle persone e associazioni che contavano su di me.

Caso strano, nel periodo successivo a questi atti di generosità, mi si presentavano grandi opportunità di lavoro e conseguenti entrate di denaro, non direttamente collegate all’azione di volontariato. Era l’effetto collaterale della generosità, del dono. Era l’universo che iniziava a sorridermi.

Mi rendo conto che tutto questo è difficile da spiegare (e per chi è troppo materialista, è indigesto come concetto), però ho sperimentato empiricamente, più e più volte nella mia vita, che questo meccanismo funziona proprio così.

So ora a cosa stai pensando: nella vita hai già dato tanto a tantissime persone, ma poi con te, l’universo non è stato abbastanza generoso. Beh, sappi che ti capisco molto bene. Non sempre tutto torna nell’immediato, ci vuole tempo, e soprattutto la forza di non smettere mai di dare e di aiutare anche quando vorremmo gridare al mondo che l’aiuto oggi serve a noi.

Anch’io, in diverse occasioni, ho subìto dei duri colpi. La mia generosità è stata calpestata e tradita ben più di una volta. Con qualcuno mi è sembrato di ricevere una vera propria coltellata nello stomaco, ma io sono andato avanti comunque. Anche se ci sono stati giorni in cui ho pensato: “Ok, la prossima volta non darò più un cazzo a nessuno, a meno che non mi dimostrino di meritarlo”, ho continuato a fare quello per cui sono nato, ho continuato a portare avanti le cose che mi avrebbero permesso di realizzare il mio sogno.

Il segreto non è smettere di essere generoso, ma imparare a valutare meglio le persone che abbiamo attorno.

 Giovanni Matera

Per consultare altri miei articoli:

www.giovannimatera.it