Valorizzare la Cultura della Professione. La vera forza degli ITS.
Viviamo in un tempo in cui il cambiamento non è più un’eccezione, ma la regola. Le tecnologie si evolvono, le professioni si trasformano, le competenze si rinnovano con una rapidità che spesso lascia indietro chi non riesce ad adattarsi. In questo scenario, la formazione non può più limitarsi a trasmettere nozioni: deve accendere il desiderio di costruire il proprio futuro.
È da questa consapevolezza che nasce la riflessione di Renato Di Nubila, docente dell’Università di Padova, sul valore della cultura della professione e sul ruolo strategico degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) — autentici laboratori di futuro per i giovani e per il Paese.
Oltre lo studio teorico: imparare facendo. Per decenni abbiamo sentito ripetere: “Se non studi, vai a lavorare”. Oggi la verità è capovolta: bisogna studiare per poter lavorare, ma non in modo astratto. Serve uno studio radicato nella realtà, capace di formare competenze tecniche, trasversali e relazionali che il mondo produttivo richiede con sempre maggiore urgenza.
Gli ITS incarnano proprio questo approccio. Istituiti formalmente con la legge n. 40 del 2007, e rilanciati nel 2019 con un piano di riforma ambizioso, rappresentano la formazione terziaria non universitaria, ispirata ai modelli europei di successo: le Fachhochschulen tedesche, gli IUT francesi, le SUP svizzere.
Percorsi brevi ma intensi (circa 2000 ore, di cui 800 in tirocinio o laboratorio), altamente professionalizzanti, con un tasso di occupazione che sfiora l’80-90% entro un anno dal diploma. Numeri che parlano da soli e mostrano come la formazione tecnica superiore possa essere non un ripiego, ma un trampolino di lancio verso un lavoro qualificato e dignitoso.
Un ecosistema educativo integrato. Gli ITS si inseriscono in un nuovo ecosistema formativo che riconosce pari dignità a tutti i percorsi dell’istruzione:
- Licei, per la formazione culturale e umanistica
- Istituti tecnici, per la preparazione scientifica e tecnologica
- Istituti professionali, per l’apprendimento operativo e pratico
Tutti possono condurre all’università o agli ITS, creando un capace di valorizzare i diversi talenti e le differenti vocazioni. È una rivoluzione silenziosa ma profonda: non più una separazione rigida tra teoria e pratica, tra scuola e lavoro, ma una dove la conoscenza si intreccia con l’esperienza.
Fondazioni e Academy: alleanze per l’innovazione. La vera forza degli ITS è nella loro struttura ibrida e collaborativa. Ogni ITS nasce come Fondazione, composta da una rete di soggetti pubblici e privati — scuole, imprese, enti locali, università — che condividono una visione comune: formare le competenze del futuro.
La Fondazione affida poi la gestione a un’Academy, che cura:
- laboratori e tirocini in azienda;
- lezioni tenute al 50-60% da esperti e professionisti del settore;
- seminari di cultura professionale e incontri con testimoni d’impresa;
- attività di monitoraggio e aggiornamento continuo dei programmi.
Un modello agile e dinamico, capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di co-progettare i percorsi formativi insieme alle aziende. Non più scuole chiuse su sé stesse, ma laboratori aperti dove si impara a innovare lavorando in squadra.
Le aree tecnologiche strategiche. Gli ITS operano nei settori chiave dello sviluppo nazionale ed europeo, quelli su cui si gioca la sfida della competitività e della sostenibilità:
- Efficienza energetica e mobilità sostenibile
- ICT e nuove tecnologie della vita
- Made in Italy (moda, calzature, oreficeria, arredamento, design)
- Agroalimentare e meccatronica
- Turismo, beni culturali e social marketing
Formarsi in questi ambiti significa partecipare attivamente alle grandi transizioni in corso — ecologica, digitale e sociale — diventando non semplici esecutori, ma protagonisti del cambiamento.
La cultura della professione come valore umano. Al centro di tutto, c’è la cultura della professione: un concetto che va ben oltre le competenze tecniche. È un modo di intendere il lavoro come espressione di sé, come contributo alla collettività, come ricerca di senso.
Significa imparare a fare bene il proprio mestiere, con passione, responsabilità e visione etica. Trovare nel lavoro non solo un mezzo di sostentamento, ma una forma di realizzazione personale e un servizio alla comunità.
Questa cultura diventa oggi una necessità civile:
- contrasta la dispersione scolastica,
- riduce i NEET,
- trattiene i talenti nel territorio,
- rafforza il legame tra giovani e imprese,
- e contribuisce agli obiettivi dell’Agenda 2030: formazione di qualità, lavoro dignitoso, crescita inclusiva.
Promuovere la cultura della professione significa educare alla cittadinanza attiva, alla competenza e alla responsabilità, restituendo al lavoro la sua dignità culturale e sociale.
Crescere insieme: una sfida collettiva. Gli ITS sono molto più di un’opportunità formativa: sono un laboratorio di futuro, un luogo dove si costruiscono competenze, valori e visioni condivise.
Rappresentano un patto tra scuola, impresa e territorio, fondato su un principio semplice ma rivoluzionario: nessuno cresce da solo.
- Ai giovani offrono la possibilità di scoprire il proprio talento e trasformarlo in professione.
- Agli imprenditori danno accesso a risorse umane motivate, preparate e innovative.
- Ai docenti chiedono di diventare mentori, non solo trasmettitori di saperi, ma coltivatori di potenziale umano.
- Alle istituzioni propongono di investire nella formazione come leva di sviluppo e coesione.
Solo così possiamo creare una società dove sapere e saper fare camminano insieme, dove il lavoro torna a essere luogo di creatività, dignità e libertà.
Conclusione. Gli ITS non sono solo scuole del futuro, ma scuole per il futuro dell’Italia.
Rappresentano un nuovo umanesimo produttivo, in cui la conoscenza si intreccia con il fare, e la tecnica si unisce all’etica.
Investire nella cultura della professione significa credere nelle persone, nelle loro capacità, nella loro voglia di contribuire.
È un invito a costruire insieme un Paese che non tema il cambiamento, ma lo guidi con competenza, entusiasmo e visione.
Insieme possiamo coltivare una nuova generazione di professionisti consapevoli, appassionati e resilienti.
Giovanni Matera
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