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SUMMARY:LA NOTTE DELL'IMPRENDITORE.
DESCRIPTION:La notte dell’imprenditore \nNon esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. \nUn pubblico consapevole che avrebbe portato a casa nuove idee\, ma soprattutto un cambio di paradigma rispetto al vecchio modo di pensare. E’ stato un successo\, insomma\, l’esito dell’incontro fra uomini d’azienda sul tema La notte dell’imprenditore\, nella sala convegni Decor 2000 di Altamura. Certo\, non è stato un meeting distensivo\, dato l’argomento in trattazione\, ma i presenti hanno potuto percepire una “luce” accendersi nel buio. \nNei miei precedenti articoli ho più volte ripetuto questa frase: “Ci sarà pure la crisi\, ma noi cosa stiamo facendo?”; però\, noto con enorme dispiacere che\, soprattutto per i giovani\, queste parole non vogliano dire granché. Forse perché convinti che ci sia qualcun altro che farà qualcosa al posto loro. E se a questo\, poi\, aggiungiamo l’assenza totale delle istituzioni (se non solo in veste di esattori)\, il gioco è fatto: si cade nella trappola dell’immobilità\, peggiorando la situazione. \nIl seminario dell’altra sera è stato davvero illuminante poiché è riuscito a dare più di una risposta proprio a quel tipo di domanda; cioè cosa fanno le persone e le aziende di successo in tempi di crisi? \n\nSpengono il televisore\, o quantomeno sanno che non devono farsi influenzare.\nDeformano la realtà\, trasformando i problemi in opportunità.\nPensano che le crisi e le difficoltà possano essere superate.\nPensano che ci sia un principio e una fine in tutto.\n\nQuesto tipo di atteggiamento li mantiene motivati e creativi. Le motivazioni sono il vero carburante che spingono oltre le persone e le aziende di successo. \nIl clou della serata è stato raggiunto dall’intervento di Paolo Ruggeri\, autore del libro “I Nuovi Condottieri” e titolare di “Open Source Management” di Bologna\, (scuola cui devo buona parte della mia formazione)\, quando ha parlato delle prospettive future e delle sue indicazioni su come affrontare l’attuale scenario economico. Vediamo allora quali sono le azioni da fare\, secondo Ruggeri. \n\nOccuparsi delle cause interne\n\nInvece di usare i momenti sfavorevoli di mercato come giustificazione\, bisogna occuparsi delle cause interne. Quali sono le aree d’inefficienza della tua azienda? \nI cali di fatturato\, o del giro d’affari\, avvengono quando congiunture sfavorevoli esterne s’incontrano con una scena interna all’azienda\, che già da qualche tempo era in difficoltà. \n  \n\nUscire dalla zona di confort\n\nImprenditori al comando di aziende vincenti escono dalla propria zona di confort\, abbracciando progetti che fanno paura o creano eccitazione. \nQuali sono le cose della nostra azienda che non stiamo affrontando? \nQuali sono quelle cose che sappiamo di dover fare e che continuiamo a rimandare? Poniamoci obbiettivi chiari e sfidanti a 5 anni e scriviamoli. \nUsciamo dalla zona di confort. Quando in passato l’abbiamo fatto\, abbiamo sempre ottenuto buoni risultati. \n  \n\nAbbracciare il marketing\n\nLe aziende che crescono\, anche in tempi di crisi\, fanno davvero il Marketing che non è fatto solo di fiere\, brochure e manifesti\, ma sanno leggere il mercato. \nOccorre avere un’idea su come portare valore al mercato. \nQuali sono le reali necessità della nostra clientela e come la nostra impresa si sta organizzando per soddisfarle? \n  \n\nMettere controllo sugli aspetti finanziari\n\nLe aziende di successo misurano gli utili su base mensile. \nSappiamo qual è la marginalità del nostro prodotto/servizio? \n  \n\nMotivare le persone. Adottare una politica di gestione delle risorse umane\n\nUn’idea imprenditoriale è direttamente proporzionalmente alla qualità delle persone cui l’hai fatta sposare. \nQuando prendiamo a lavorare con noi delle persone\, devono avere tre qualità: Capacità relazionale\, Competenza tecnica e Motivazione. \n  \n\nMigliorare se stessi\n\nChi guida tali aziende ha ben chiaro che il primo punto\, di qualsiasi progetto d’impresa\, consiste nell’intraprendere un programma per migliorare se stessi. \nPer le performance individuali\, l’importante non è quanto bravi già siamo. Quello che veramente conta è quanto aspiriamo a diventarlo. \n  \n\nAlleanze\n\nL’individuo singolo non ha successo\, ma si limita a sopravvivere. \nDiventiamo qualcuno di interessante da frequentare e con cui tutti vorrebbero fare affari. \n  \nPer concludere\, la sintesi de La notte dell’imprenditore si può racchiudere in un famoso ed eloquente aforisma di Einstein che recita: “Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”. \nGiovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli \nhttp://www.giovannimatera.it/libri/
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SUMMARY:IL CORAGGIO DI REINVENTARSI.
DESCRIPTION:IL CORAGGIO DI REINVENTARSI.\n\n\nLa ripresa sta per iniziare. Ma siamo pronti a ripartire? Siamo pronti a coglierla pienamente? Siamo pronti a sfruttare i trend che caratterizzeranno il futuro prossimo?\nQueste le tematiche affrontate nel workshop che si è svolto a Bari\, all’Hotel dei Principi\, (anno 2015\, ma sempre attuali) con l’aiuto di importanti opinion leader in diversi settori\, per dare risposte attraverso i loro occhi e la loro esperienza sul campo.\nFiducia\, entusiasmo\, innovazione e coraggio sono state le parole chiavi più ripetute durante il convegno. Molte le aziende che\, purtroppo non hanno retto all’impatto con la crisi odierna\, o sono in notevoli difficoltà\, ma molte altre sono riuscite non solo a resistere ma anche a batterla.\nGià dai primi interventi dell’incontro barese è chiaramente emerso che tante aziende ce l’hanno fatta a superare la severa congiuntura in atto\, perché hanno messo in pratica quelle quattro vitali parole: Fiducia\, Entusiasmo\, Innovazione e Coraggio; chi invece si è attardato a perseguire ancora vecchi schemi e vecchi paradigmi\, adesso si trova sulla via del declino. Ma nulla è del tutto perduto. Si può ripartire e tornare protagonisti sul mercato\, a patto però che si abbia la forza di riconoscere e analizzare gli errori commessi in passato e la volontà di porvi rimedio.\nIl dott. Francesco Tosto\, capo della Plus x nel ruolo di ottimo conduttore\, si è avvalso di eccellenti relatori come la dott.ssa Giovanna Contento (selezione personale) e il dott. Fabio Cialdella (responsabile marketing) i quali\, parafrasando la nascita di un bambino\, hanno fatto una similitudine con una “Start Up”\, per cui anche in questo caso occorre necessariamente fare ricorso a quelle quattro fondamentali parole affinché si possa conseguire il successo.\nPoi è stata la volta del dott. Pasquale jr. Natuzzi (Strategic Marketing Natuzzi S.p.A.) il quale ha fornito una serie di risposte a quesiti posti dal dott. Tosto\, esponendo anche la propria visione sugli atteggiamenti e strategie che la nostra imprenditoria dovrebbe assumere per il futuro:\nCreare un bisogno. Creiamo qualcosa o innoviamo un prodotto/servizio che prima non c’era e vendiamolo.\nCome ci vediamo tra vent’anni. Lo sguardo verso il futuro aiuta. Io\, nei miei articoli mi ero limitato a cinque anni\, ma lui è molto più giovane di me e ne ha aggiunti altri quindici.\nVeloci nel reagire alle difficoltà. La visione\, la meta in questi casi aiuta molto. Il sapere cosa si vuole fare da grande e un atteggiamento mentale positivo sono il carburante giusto.\nIL mercato online e da tenere d’occhio. Bisogna inserirsi non combatterlo. Nel prossimo futuro le vendite online aumenteranno sempre di più e gli acquisti saranno sempre più personalizzati.\nAltri spunti interessanti sono venuti dal dott. Gaetano Frulli (Fruman Rappresentanze S.r.L.):\nRitorno alla piccola distribuzione. A causa di una crisi prolungata\, molte aziende della grande distribuzione stanno ritornando nei loro paesi di origine. Dobbiamo sfruttare questa opportunità riempiendo noi quei vuoti.\nSviluppo network\, win-win (io vinco\, tu vinci). Creare dei network che facciano da collegamento tra il produttore e il consumatore. La materarredamentishop va giusto in questa direzione. La forza di questo strumento sta nel fatto che ogni singola azienda può immettersi in una grande famiglia allargata e così poter diffondere i propri prodotti\, dove\, da sola\, non sarebbe mai arrivata.\nRe-start up. Si può ed è auspicabile che nascano dei RE-START UP (aziende esistenti che s’innovano nei prodotti o nei servizi) che si interessino principalmente delle persone. E’ la persona\, in fin dei conti\, che crea il mercato. Aggiungiamo emozione ai nostri prodotti o servizi e raccontiamo la loro storia. L’imprenditore oggi deve saper raccontare la storia del proprio prodotto o della propria azienda.\nSi è parlato anche di turismo\, grazie all’intervento del dott. Francesco Caizzi\, presidente Federalberghi di Puglia:\nTurismo come risorsa di tutto il territorio. Da subito il dott. Caizzi ha fatto notare che il turismo negli ultimi anni e in continuo aumento in tutto il mondo. L’Italia è scesa però dal quarto posto all’undicesimo. Se teniamo presente che il comparto turistico assume principalmente persone\, è facile immaginare la perdita occupazionale.\nLa nostra cultura allontana l’imprenditorialità. Il turismo si sta spostando sempre più su una gestione imprenditoriale; anche altri settori non stanno messi meglio. Il problema è da ricercare nella famiglia: la mamma vuole il posto fisso per il figlio. Ci siamo mai chiesti perché un normale giovane italiano che va a lavorare in qualsiasi parte del mondo\, subito diventa imprenditore\, valido ricercatore\, miglior manager in qualsiasi azienda? Qualcuno potrebbe obbiettare che è anche merito della formazione scolastica che ha ricevuto in Italia. E’ vero! Ma\, allora\, perché quelle loro capacità non vengono sprigionate in Italia.\nInfine\, il dott. Francesco Tosto ha tirato le conclusioni riportate qui in sintesi.\nRimettiamoci in gioco: facciamo quelle cose che sappiamo di dover fare.\nManteniamo la nostra identità: sviluppiamo il nostro Brand.\nStringiamo alleanze con fornitori\, aziende ecc.\nSfruttiamo gli assett: paesaggi\, cibo\, design.\nSviluppiamo le abilità: partecipiamo a seminari e corsi formativi.\nSviluppiamo network (win-win): creiamo una rete in cui vincono tutti.\nInvestiamo nei fattori soft: formazione\, persone\, servizi\, esperienze.\nPuntiamo sulle persone\, sono loro il nostro mercato.\n\n\nGiovanni Matera\nPer consultare altri miei articoli:\nwww.giovannimatera.it/libri/
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SUMMARY:...UN'IMPRESA CHE FUNZIONI.
DESCRIPTION:…un’impresa che funzioni\n“Ogni giorno\, quello che scegli\, quello che pensi\, quello che fai e quello che citi è quello che diventi”    ( Eraclito )\n \nIl triennio appena trascorso è stato indubbiamente il periodo più buio per l’economia nazionale e internazionale (mi riferisco alla crisi finanziaria del 2008/2009 provocata dal sistema finanziario di quel periodo). Purtroppo non si notano ancora segnali d’inversione di tendenza e le imprese devono imparare a vivere in uno scenario così difficile. Pensare che per sopravvivere a questa situazione sia sufficiente tagliare tutte le spese ritenute non essenziali\, tra cui troviamo spesso le voci del marketing (pubblicità\, ricerche di mercato\, formazione del personale e di noi stessi) è un modo errato di voler affrontare il problema. Infatti\, la storia economica ci insegna che è proprio nei momenti di crisi che è più facile rafforzare le proprie posizioni sul mercato. La crisi\, quindi\, deve essere valutata non come una minaccia\, ma come una grande opportunità che ci viene offerta. \nA questo proposito abbiamo lanciato il progetto “Un’impresa che funzioni” – un percorso di formazione aziendale scandito in sei incontri mensili – con cui abbiamo cercato di suggerire alle imprese locali alcuni strumenti di “difesa” da questi tempi di grave recessione economica. L’intendo è stato quello di offrire ritagli di gestione aziendale e delle indicazioni per riconoscere ed evitare abitudini e comportamenti inadeguati e dannosi per la conduzione di un’attività imprenditoriale. Abbiamo\, insieme\, maturato consapevolezza e fiducia nel “potercela fare”\, anche in un contesto economico le cui regole sono state completamente stravolte\, avendo compreso quali siano oggi le aree d’intervento su cui orientare il nostro cammino di crescita sia individuale sia collettivo. \nPrima di entrare nel merito del progetto che\, come dicevo\, si è svolto in sei incontri in diversi luoghi (aziende e siti comunali)\, sento il dovere di fare alcuni pubblici ringraziamenti. In primis ai Comuni di Laterza\, Ginosa e Castellaneta per la sensibilità e la disponibilità\, alla CNA e alle tante aziende per la partecipazione\, alla scuola di formazione Plusx\, la psicologa Sara Gorgoglione\, Taranto il quotidiano italiano di  Miki Marchionna e agli splendidi ragazzi di Ginosa\, Nicola Malvani e Rocco Giove\, per la perfetta assistenza e la diffusione mediatica del progetto. Infine\, e non per ultimi\, ringrazio i collaboratori della Matera Arredamenti (la mia azienda)\, senza dei quali non mi sarebbe possibile alcuna iniziativa. \nMa veniamo ora all’essenza dei temi del nostro percorso formativo trattati nelle sei giornate in questione. \n  \n\nPrima giornata: Piccole e medie imprese che soffrono meno la crisi\n\nChe cosa fanno? Come ragionano e come agiscono questi imprenditori? Come gestiscono il cambiamento? Quali azioni vincenti mettono in campo per soffrire meno la crisi che pure c’è\, ma non la usano come pretesto per tutto. Non si giustificano\, hanno capito che questa è la nuova normalità e sono impegnati a fronteggiarla facendo le cose che vanno fatte. \n  \n\nSeconda giornata: Frammenti di marketing a costo zero\n\nSi può fare marketing senza spendere soldi? La risposta è si! Anzi\, è un’arte che\, se ben esercitata\, porta risultati straordinari. In questa seconda giornata abbiamo offerto alcuni spunti per far crescere il business aziendale a costo zero. \n  \n\nTerza giornata: I fondamenti della comunicazione e il piacere di vendere\n\nQual è la nostra proposta di valore. Che cosa compra oggi realmente il cliente? Riusciamo ancora a vendere il valore dei nostri prodotti e servizi o li stiamo svendendo per competere sul prezzo? In questo incontro abbiamo capito che la cosa davvero letale per un’azienda oggi è l’anonimato. \n  \n\nQuarta giornata: Aziende e candidati al colloquio di lavoro\n\nCome può un’azienda attrarre le persone migliori e\, allo stesso tempo\, come un candidato al colloquio di lavoro può cogliere le opportunità che il mercato gli offre? In questa sessione\, partecipata da numerosi giovani\, sono stati dati dei suggerimenti su come presentarsi e affrontare un colloquio di lavoro ed anche come redigere un curriculum vitae. \n  \n\nQuinta giornata: Frammenti di gestione finanziaria\n\nOggi le banche si alleano solo con chi ha una sviluppata capacità finanziaria. Gestire i propri soldi è solo una responsabilità personale\, non del proprio commercialista. In quest’appuntamento si sono studiate le aree sulle quali lavorare per individuare i “buchi neri” in cui vengono risucchiati i soldi delle nostre attività. \n  \n\nSesta giornata: Leader si nasce o si diventa?\n\nLa risposta contiene in se oltre a una costatazione anche un suggerimento: per educare al comando\, ci vuole molto tempo. L’ideale sarebbe cominciare già dalla scuola con corsi sulle capacità fondamentali degli alunni. Ognuno di noi ogni giorno prende centinaia di decisioni\, alcune semplici altre complesse\, che riguardano noi stessi o coinvolgono chi ci sta intorno; ma per essere sicuri di aver preso quella giusta\, per essere tempestivi\, per capire quando è il momento di passare la palla a qualcun altro\, occorre conoscere alcune semplici leggi universali sulle quali è possibile costruire un vero cambiamento. \n  \nPosso affermare\, con un pizzico d’orgoglio\, che il nostro progetto “Un’impresa che funzioni” ha centrato il segno andando ben oltre le più rosee previsioni. Si è trasformato in un impegno itinerante\, approdando in alcune scuole superiori del territorio\, dove ci auguriamo di dare una mano ai futuri imprenditori. \n  \nGiovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli: \nwww.giovannimatera.it/libri/ \n  \n 
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SUMMARY:IL CAMMINO VERSO IL SUCCESSO
DESCRIPTION:IL CAMMINO VERSO IL SUCCESSO \nLezione monotematica all’U.T.E.P. “Maria Giannini” \nL’Università Territoriale per l’Educazione Permanente “Maria Giannini” di Ginosa è solita\, già da due anni\, approfondire tematiche sociali e culturali di particolare rilievo che consentono agli iscritti e a tutti coloro che si avvicinano con interesse e curiosità di aprirsi alla conoscenza\, di essere informati e problematizzare argomenti di particolare rilevanza nella società di oggi. \nGiovedì sera\, 9 maggio 2019\, alla presenza di corsisti e non\, la lezione monotematica del corrente mese\, programmata dal gruppo organizzativo dell’U.T.E.P.\, ha permesso di approfondire la conoscenza del signor Giovanni Matera\, già noto come sponsor ufficiale della stessa Università “Maria Giannini”. \nAttualmente Giovanni Matera dirige dal 1975\, con particolare successo\, l’azienda di quale è proprietario “Matera Arredamenti”\, sito nel territorio di Laterza; esperto in marketing relazionale ed esperienziale; impegnato nel sociale e particolarmente creativo nella promozione del territorio; artefice di seminari a sostegno delle imprese e del mondo del lavoro; autore di una serie di articoli su giornali locali\, tra cui anche LA GOCCIA e testate giornalistiche on line di  Ricerca e Formazione aziendale e umana; formatore per l’orientamento delle nuove generazioni presso le scuole e ottimo comunicatore di esperienze che diventano delle vere linee guida per pianificare progetti di lavoro; autore del libro LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI\, una raccolta di insegnamenti che lui stesso ha potuto trarre dalla sua lunga esperienza di imprenditore e di uomo. \nMolto esplicativa è la definizione di un carissimo amico di vecchia data\, che lo definisce\, nel suo libro\, “un imprenditore dal volto umano”\, dove l’entusiasmo imprenditoriale si fonde alle qualità relazionali e umane con cui Giovanni Matera instaura rapporti positivi con i clienti\, con i suoi collaboratori\, con gli amici. \nFiducioso delle potenzialità dell’uomo\, sostiene con fermezza che ognuno di noi è titolare dell’impresa di se stesso\, ognuno nel suo piccolo è protagonista di quello che fa quotidianamente. Ognuno ha una sua visione della realtà e ognuno deve aprirsi al nuovo\, facendo delle scelte\, avendo delle idee e ragionare su un progetto\, in cui deve essere protagonista. \nParadossalmente sostiene nel suo libro che “per fortuna c’è la crisi”; la parola crisi\, in lingua cinese\, significa “opportunità”\, opportunità di sorgere\, avere delle idee e poterle realizzare per risollevarsi\, questo perché\, è proprio vero che\, nel disagio “la mente umana si aguzza e riesce a fare di necessità virtù”. \nOggi il mondo è cambiato\, le sue trasformazioni saranno sempre più rapide e inedite; fronteggiare la presunta recessione\, la difficoltà dei governi occidentali\, le continue turbolenze della vita non hanno che una difesa dell’uomo: il coraggio. Il coraggio di proporre e portare avanti con entusiasmo\, affrontando ogni sfida. \n“Devo farcela!” É la voce che stimolerà sempre ognuno di noi per andare avanti e “non mollare” con coraggio e caparbietà. \nEssere un sognatore\, nella sua accezione letterale\, è colui che si lascia andare alle fantasticherie e alle illusioni\, perdendo di vista la realtà\, con Giovanni Matera il termine acquista una valenza positiva\, perché la mente umana non deve mai smettere di credere nei suoi sogni ed impegnarsi a fondo per inseguirli e realizzarli. I sogni sono idee\, le idee si realizzano in azioni\, le azioni sono realtà e progetti concreti. \n“Insegui un sogno…sarà il carburante della vita. ”sostiene senza indugio il nostro imprenditore. \nOgni volta che ci lasciamo andare diamo la colpa agli altri di qualcosa che non va bene\, ma non ci rendiamo conto che noi\, in quel momento\, non abbiamo fatto nulla per migliorare. \nUn’ ulteriore riflessione\, esposta chiaramente dal relatore della serata\, è quella di considerare ognuno di noi parte degli ingranaggi della macchina della ricchezza e che per ogni azione non etica che commettiamo\, un granello di sabbia penetra tra gli ingranaggi bloccandoli. Siamo sicuri di tornare a casa la sera e di non aver fatto qualcosa di poco etico? Con tanta faciloneria siamo noi stessi pronti a dire\, alla prima occasione\, che lo Stato non funziona. \nLa serata è stata ricca di spunti di riflessioni\, di regole di vita che aiutano ad interagire in una società che deve sempre migliorare con l’apporto di ognuno di noi ed è proprio lo scambio che ci arricchisce e ci migliora. \nLa convinzione del nostro imprenditore è quella di considerare un errore\, un’illusione “pensare che dalla vita si debba soltanto ricevere”\, l’azione del fare diventa un motore della vita ed è proprio quando decido di avere successo\, e qui basterebbe appena un minuto\, che ti prepari a realizzare i tuoi sogni superando le avversità\, le difficoltà\, gli ostacoli. \nLe parole espresse da Giovanni Matera\, risultano dettate da un’esperienza vissuta\, da una crescita lavorativa e umana di un garzone di bottega che un giorno ha preso la sua “cassetta degli attrezzi” ed ha percorso l’ascesa del successo\, realizzando se stesso con soddisfazione e tanto entusiasmo. \n  \nCiriaca Coretti
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SUMMARY:UTEP “INCONTRO CON L'AUTORE”\, CON GIUSEPPE SALVATO.
DESCRIPTION:UTEP “Incontro con l’autore”\, con Giuseppe Salvato \nsul libro: “Perché le aziende non crescono… e nemmeno le persone” \nFar fronte alla crisi?\nDomandarsi:\nche cosa posso fare io? \nSi comincia perché ci si sente Dio\, si ha una visione e un programma e si finisce quando si ridiventa Io \nE’ indispensabile saper fare bene  il proprio mestiere e trasmetterlo \nLa storia di Giovanni Matera: da garzone a imprenditore \nLa matita.\nDa anni l’Italia attraversa una grave crisi economica e quindi sociale. Alcuni dei “perché” di questa crisi sono stati esaminati l’altra sera in un seminario con il prof. Giuseppe Salvato\, commercialista\, docente\, consulente in risorse umane e organizzazione\, autore di molte\, pubblicazioni che conosce dal di dentro le PMI\, cioè il tessuto connettivo dell’economia italiana e con Giovanni Matera\, imprenditore che è stato suo “allievo”.\nInterrogato da chi scrive\, Salvato ha approfondito alcuni aspetti della crisi italiana\, esposti nel suo ultimo libro: “Perché le aziende non crescono… e le persone neppure”\, edito da Koinè comunicazione.\nIl libro consta di 150 pagine di scrittura assai fitta\, 9 capitoli con 48 paragrafi e una ricca appendice\, molte tabelle e citazioni dotte\, da Tucidide che ci tramanda la migliore definizione di democrazia predicata da Pericle (non tutti siamo in grado di far politica\, ma tutti siamo in grado di giudicarla)\, a un proverbio Maori (volgi la testa verso il sole e le ombre cadranno dietro di te) a Schopenhauer\, un filosofo tanto misantropo quanto inquieto da aver sognato lo sperdimento di sé nel Nirvana\, una specie di paradiso dell’annullamento. Il libro contiene anche molte domande alle quali il lettore dovrebbe rispondere per scoprire i suoi pregi e difetti\, umani e imprenditoriali.\nNel suo libro Salvato fa incontrare spesso filosofia\, sapienza\, ed economia\, ricorda un pensiero di Spinoza\, che\, forse\, spiega una volta per tutte la ragione delle crisi economiche: “Chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza”\, si sofferma sul consumo\, che può essere necessario\, superfluo\, eccessivo\, sui soldi che “pochi possono essere troppi e che troppi possono essere pochi”\, in rapporto al loro tempo e ai bisogni che devono soddisfare\, i quali soldi\, al dunque\, non possono non possono comprare ciò che è più necessario all’uomo: serenità e tempo. Ancora\, Salvato spiega con due citazioni l’importanza della lettura e della conversazione: “Le idee migliori sono proprietà di tutti” (Seneca) e “Chi dona sapienza non perde nulla e guadagna la riconoscenza di colui a cui l’ha donata (Numenio di Apamea).\nDopo la conversazione\, il prof. Salvato\, servendosi di slide\, ha spiegato come far crescere un’azienda. La crisi\, ha spiegato\, comincia e/o cresce\, nella testa dell’imprenditore\, ed ha una parola precisa: “giustificazione”\, cioè cercare risposte ai problemi fuori di sé\, invece che dare proprie risposte ponendosi la domanda: che cosa posso fare io? Quando si comincia\, ha proseguito\, ci si sente Dio\, perché si ha un obiettivo da raggiungere\, una motivazione interiore\, che si traduce in visione\, sogno\, programmazione. Ci si avvita nella crisi quando si resta soli con il proprio io\, cioè da Dio si ridiventa Io.\nIl lavoro\, ha continuato Salvato\, nobilita\, averlo accresce la propria autostima\, in sé un’impresa è la metafora della vita\, nascere\, cominciare\, espandersi\, ma deve basarsi su un fatto imprescindibile: saper fare bene il proprio mestiere\, condizione indispensabile per risolvere i problemi che si presentano.\nSaper fare bene il proprio mestiere\, inoltre\, è anche un essere maestri: avere e dare competenze\, motivazioni\, idee\, essere parte di un insieme\, esaltare le differenze e armonizzarle\, soltanto chi sta da solo si perde. La crescita e il far fronte alle crisi\, si fondano sul saper guardare dentro di sé e confrontarsi con la realtà\, la qual cosa si trasforma in determinazione e perfino gioia\, il piacere di saper far qualcosa\, che si trasfonde nel cliente e lo fidelizza.\nInfine Salvato ha racchiuso in un’immagine il senso della conversazione con l’Utep: bisogna essere come una matita che per scrivere deve: farsi guidare da una mano\, subire le dolorose temperate\, correggersi\, continuare a scrivere e restare se stessi all’interno del proprio pezzo di legno e da esso protetti.\nRaccontando la sua storia di garzone\, artigiano\, detentore di un mestiere che gli ha dato volontà e ardimento per trasformare una bottega in impresa e il garzone in imprenditore\, Giovanni Matera\, ha confermato dal vivo la lezione di Salvato. \nMichele Cristella –  giornalista professionista \n Giovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli: \nwww.giovannimatera.it \n 
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SUMMARY:FORMAZIONE: A SCUOLA CON GIOVANNI MATERA  L’IMPRENDITORE LAERTINO AL “MONTALE” DI RUTIGLIANO
DESCRIPTION:FORMAZIONE: A SCUOLA CON GIOVANNI MATERA \nL’IMPRENDITORE LAERTINO AL “MONTALE” DI RUTIGLIANO \n Miki Marchionna – Giornalista Professionista \nDai banchi da lavoro delle aziende\, a quelli di scuola. Continua sul fronte della formazione l’impegno dell’imprenditore laertino Giovanni Matera\, che martedì 10 marzo ha incontrato le classi quinte dell’Istituto Tecnico Economico Tecnologico Statale “E. Montale” di Rutigliano. \nQuarto appuntamento nelle scuole per il titolare della “Matera Arredamenti’’ di Laterza\, nonché primo in provincia di Bari\, che ha presentato il suo libro “La cassetta degli attrezzi’’ e tenuto uno stimolante dibattito riguardo a vari temi della sfera lavorativa con gli alunni\, ormai prossimi alla maturità. \nDopo il saluto del dirigente scolastico Andrea Roncone\, Giovanni Matera è andato dritto al punto ponendo una semplice e al tempo stesso complessa domanda ai giovani interessati: perchè alcune persone hanno più successo di altre nella vita e nel lavoro? \n“Gli obiettivi sono il nostro carburante senza si rimane a piedi – ha spiegato – avere una forte ambizione e capire cosa vogliamo fare rappresenta il primo step. Analizziamo attentamente il punto di partenza e cerchiamo di immaginarci tra 10 e 20 anni. Come ci vediamo? Tutto viene creato due volte: prima nella testa e in seguito nella realtà. A volte basta scrivere il nostro sogno su un pezzo di carta per rafforzare il desiderio di realizzarlo e infine riuscirci. Armiamoci di conoscenza supplementare tenendoci sempre aggiornati nel settore scelto. Il fitness migliore per la mente\, infatti\, è la formazione. Pianifichiamo il nostro intero progetto e perseveriamo\, sempre!”. \nChi alla strada dell’imprenditoria preferirà quella del lavoratore dipendente\, dovrà necessariamente passare per il famigerato e da molti temuto colloquio di lavoro\, il cui scopo è principalmente quello di far emergere i lati positivi e negativi del soggetto. \nAnche in questo caso\, Giovanni Matera ha suggerito agli aspiranti candidati l’atteggiamento giusto da avere per dare delle risposte convincenti che ci facciano apparire propositivi\, disponibili al cambiamento e interessati a raggiungere una meta prima ancora di uno stipendio. Insomma\, a fare prima di avere. \nDi notevole importanza anche la compilazione del curriculum vitae\, in cui la voce relativa alle esperienze lavorative precedenti\, persino le più piccole e apparentemente insignificanti\, è ormai divenuta la più letta dagli esaminatori. Una ditta\, difatti\, assumerà chi\, a parità di titoli\, ne avrà accumulate di più nel corso degli anni. Così il candidato\, giocando bene le proprie carte\, potrà evitare l’odiosa e fatidica frase\, “Le faremo sapere’’. \n“Dimostriamo di essere unici e indispensabili. Nessun imprenditore è così stupido da privarsi di una persona così. É questo il nuovo posto fisso”\, ha concluso Giovanni Matera. \nIl coinvolgimento da parte dei ragazzi e di alcuni professori è stato tangibile nelle discussioni generatesi nel corso dell’incontro\, in cui ognuno ha espresso il proprio punto di vista\, a volte anche animatamente ma senza mai sfociare nella volgarità o in eccessi di presunzione o saccenza. \nCiò\, a testimonianza che mai come in questo periodo storico i concetti formativi rappresentano uno strumento utile per superare i momenti di crisi\, e che essi attecchiscono soprattutto e\, fortunatamente\, nelle menti dei potenziali talenti di domani. \n Miki Marchionna – Giornalista Professionista  \n Giovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli: \nwww.giovannimatera.it \n 
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SUMMARY:LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI PER FARE IMPRESA.
DESCRIPTION:La Cassetta degli Attrezzi per fare Impresa \nCome si fa impresa al Sud? E’ proprio vero che se le aziende vanno male è tutta colpa della crisi\, o piuttosto siamo noi\, imprenditori meridionali\, incapaci di metterci in gioco e di guardare realmente a noi stessi come risorsa?Da questo capovolgimento di prospettiva parte la riflessione di  Giovanni Matera \, imprenditore laertino del  mobile e animatore a Laterza di una serie di seminari sul tema. \nCome creare\, far crescere e rilanciare un’azienda? .\nUn esordio parmenideo e cartesiano\, quello di Giovanni: <<Tutte le cose sono create prima nel cervello\, poi nella realtà\, cioè identità fra pensiero ed essere\, e fra idee e sogni\, o propositi\, o intuizioni: “I sogni generano le idee che fanno girare il mondo\, ma sono le idee che fanno sognare. E ancora un’altra versione dell’inscindibilità fra pensare ed essere: “Si vuol essere pilota o passeggero?” Si vuole essere consapevoli del proprio cammino\, scegliere dove mettere i propri piedi\, oppure farsi portare\, andare dove vanno altri\, magari un capobranco?\nPer essere ed esplicare  il proprio pensiero Matera usa le parole del maestro della filosofia occidentale\, Socrate\, “La conoscenza è il bene\, il male\, invece\, è l’ignoranza”\, capire ciò che accade\, per essere al passo col mondo\, con i suoi cambiamenti.\nE come si può stare al passo col mondo? Matera dà sette consigli : cercare le cause invece di cercare giustificazioni\, uscire dal comfort\, cioè dalla quieta abitudinarietà\, farsi conoscere\, controllare le proprie finanze\, rispettare i propri collaboratori\, migliorare se stessi\, creare alleanze.\nCon questo bagaglio di esperienze e riflessioni si può vedere lontano\, si capisce che il cambiamento bisogna avviarlo quando si sta al meglio\, non quando è arrivata la crisi. La crisi\, diceva Einstein\, è sì fonte di creatività\, ma tutto dipende se lo è quando si annuncia\, o quando ha cominciato a stritolare risorse e intelligenze\, perché\, ancora Einstein\, la peggiore crisi sta dentro se stessi\, nel non voler lottare per superarla\, o sviarla dal proprio cammino. Bisogna ricorrere all’immaginazione\, ai pensieri\, per darsi obbiettivi\, mete: un desiderio\, infatti\, comincia a realizzarsi quando è stato razionalizzato\, anche cominciando a  dargli corpo anche su un foglietto volante. \nLa principale “mission” aziendale\, conclude Matera\,   è condividere i valori con i propri collaboratori e sentirsi parte attiva del proprio territorio\, perché\,  il successo di un uomo non sta nella sua potenza\, ma nel suo valore\, nella sua capacità di interrogarsi e di trovare soluzioni ad ampio raggio. I lavoratori\, nelle riflessione di Matera\, che rimandano automaticamente ad Adriano Olivetti e al pensiero di Comunità\, sono il motore dell’azienda\, il cui vero profitto è lo “scambio in abbondanza”. La crescita reale della Persona e del Territorio. \nFare impresa diversamente si può. Partendo dal basso\, partendo da se stessi. Anche da Laterza. \nMichele Pacciano\nGiornalista Professionista \n 
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SUMMARY:PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL LIBRO "LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI"
DESCRIPTION:“La cassetta degli attrezzi” \nOgnuno di noi è una goccia nel mare della vita.\nOgnuno di noi può cambiare il corso della storia e costruire qualcosa di meraviglioso\, diventando prima imprenditore di sé stesso\, nucleo essenziale della propria famiglia\, e poi uno strumento d’aggregazione per la Società.\nNoi siamo l’essenza originaria del sogno\, il frutto di ciò che abbiamo coltivato. \n“La cassetta degli attrezzi” è un vademecum di articoli che Giovanni Matera ha pubblicato negli anni su varie testate locali\, raccolti in un libro del quale Nunzio Tria\, amico di vecchia data\, è stato l’attento curatore. Arricchito dalle splendide illustrazioni in bianco e nero di Arcangelo Carrera e da un linguaggio fruibile\, “la Cassetta degli Attrezzi” è un testo unico nel suo genere.\nSfogliandone le pagine\, ci si immerge totalmente \, finché regole\, parole e antichi motti di saggezza completano per noi un “romanzo di vita”. L’intento di Giovanni Matera è sempre stato quello di portare il suo percorso di formazione e la sua esperienza diretta nel marketing anche nel sociale\, dimostrando a tutti – giovani\, adulti\, curiosi di qualsiasi età – che ogni utensile presente nella nostra “cassetta interiore” ha un nome\, una finalità ben precisa\, e che solo conoscendo i nostri limiti\, superandoli e affrontando le nostre paure\, possiamo uscire dalla massa dell’invisibilità e guardare al futuro con occhi diversi. \n– Relazione di Marilena Frigiola – Scrittrice \nGiovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli: \nwww.giovannimatera.it \n  \n 
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SUMMARY:AL DON CHISCIOTTE CAFFE’ LETTERARIO\, SI COMPLETA IL TOUR DI FORMAZIONE TEORICA DI GIOVANNI MATERA
DESCRIPTION:AL DON CHISCIOTTE CAFFE’ LETTERARIO\, SI COMPLETA IL TOUR DI FORMAZIONE TEORICA DI GIOVANNI MATERA \n(Marilena Frigiola) Scrittrice \n“La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.” (Albert Einstein) \n…Spesso\, però\, non basta buttarsi di sotto e tirare i lacci. Occorre l’incentivo giusto. Una voce fuori campo che ti insegni a dosare emozioni e panico e ad affrontare il vuoto.   L’intento di Giovanni Matera è sempre stato quello di portare il suo percorso di formazione e l’ esperienza diretta nel marketing anche nel sociale\, dimostrando a tutti che ogni utensile presente nella nostra “cassetta interiore” ha una finalità ben precisa e che solo conoscendo i nostri limiti possiamo uscire dalla massa dell’invisibilità e guardare al futuro con occhi diversi. \nAl suo fianco\, cooperando come una vera squadra nel corso degli incontri qui\, al Don Chisciotte Caffè Letterario\, abbiamo appreso che l’Impossibile diventa Possibile\, che un Capo Aziendale è la somma dell’impegno dei dipendenti. \nLa grande porta si deve aprire da dentro. Questo è segno di una comunicazione attiva con i dipendenti. \n Non può definirsi Imprenditore chi ambisce soltanto all’utile e dimostra scarso rispetto verso i collaboratori. Un imprenditore degno di questo nome è colui che\, nei momenti più difficili\,  ha il coraggio di analizzare lucidamente le proprie mancanze\,  smussando egoismi ed egocentrismi al fine di uscire dalla zona di confort e tentare una mossa contro-intuitiva\, stimolando se stesso ed il gruppo a dare il meglio in qualsiasi circostanza. \nGli imprenditori siamo anche noi. Piccole gocce nel mare della vita. \nSogniamo qualcosa che ci apra nuovi ingressi\, non chiudere i cancelli. Perché chi osa sognare non lo fa allo scopo di abbellire le pareti di fiori ed aeroplani\, bensì opera affinché\, dalla carta\, quei sogni possano assumere forme sempre più concrete e trasformarsi in progetti di vita realizzabili. Abbiamo imparato che nulla si muove se non siamo i primi a scrollarci di dosso l’apatia e tutti quei luoghi comuni che da tempo\,ormai\, hanno determinato lo svilimento di noi stessi. \nCreiamo delle nuove alternative al lavoro comune. \nInventiamoci. \nUsiamo le nostre doti nascoste e proviamole sul campo\, credendoci anima e corpo. E’ troppo comodo attribuire scusanti allo Stato che non funziona\, alla Politica compromessa. Occorre porci delle domande e cercare interiormente la risposta. \nSe il Potere è in balia di persone che nei soldi sguazzano\, noi\, a parte lamentarci\, cosa stiamo facendo per uscire fuori dal tracollo economico? \nE’ lo step dal quale ognuno dovrebbe partire. \nPerché ognuno potrebbe essere un potenziale leader\, un trascinatore\, un gregario\, quella figura solidamente concentrata nella propria “Mission ad ombrello”\, sempre  pronto a guidare il team allo sviluppo aziendale\, verso un soddisfacimento comune\, dove anche i sogni più piccoli e le mete ambiziose degli operai vengono coltivate. \nUn vero imprenditore sa essere anche un leader\, un capo giusto\, in grado di riconoscere le spie d’allerta del “cruscotto aziendale” e  mettere a fuoco la marginalità del suo prodotto. Molti commercianti ignorano cosa sia e pur di  stracciare l’avversario ed assicurarsi la fedeltà della clientela\, vendono a prezzi bassissimi ma\, in realtà\, quanto hanno guadagnato in termine di utile? Il più delle volte le uscite risultano superiori alle entrate\, determinando il fallimento dell’iniziativa. \nUn vero imprenditore deve fare indagini di mercato\, capire \, attraverso sondaggi e post sui social media\, la qualità e la misura dell’impatto che l’azienda ha sul pubblico. \n“Crea un prodotto per creare una storia” afferma Matera. “ Io\, ad esempio\, non mi limito a vendere una cucina\, una cameretta\, un salotto. Nell’attimo in cui l’interessato viene da me e gli si sgranano gli occhi dallo stupore\, è il sogno di una vita che sto realizzando. Il suo sogno.” \nUmiltà. Creatività. Gratitudine. Onestà. \nSono le regole d’oro del marketing che Giovanni Matera – amico\, imprenditore\, un piccolo cuore umile tra i lupi dell’ignoranza – ha voluto proporci durante un percorso di ricerca e formazione che\, di volta in volta\, si è rivelato carico di stupore e di comunanza. \nRicordiamo che da soli siamo vascelli incagliati nella sabbia\, pescatori di nulla. Insieme\, invece\, possiamo raggiungere il largo e riempire le reti. \n(Marilena Frigiola) Scrittrice \nGiovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli: \nwww.giovannimatera.it \n  \n  \n 
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SUMMARY:LA CRISI ECONOMICA? PER MANCANZA DI FILISOFIA.
DESCRIPTION:La crisi economica? Per mancanza di filosofia \nMichele Cristella – Giornalista Professionista \nECONOMIA Al Don Chisciotte “Lezione” conclusiva di Giovanni Matera sul come essere imprenditori \nLa crisi economica?\nPer mancanza di filosofia \nImprenditore: conoscere\, sognare\ne saper condurre verso una meta \nUn circolo.\nIeri sera\, nel caffè letterario Don Chisciotte\, introdotto da Marilena Frigiola\, lezione conclusiva di Giovanni Matera sul come diventare ed essere imprenditore\, o meglio sul come far progredire un’azienda e con essa il lavoro\, l’economia di una comunità e la dignità sociale.\nNel bel mezzo della conversazione\, condotta anche con le slide\, ecco una delle frasi più antiche del mondo\, sulle quali l’uomo ha costituito i principi della sua esistenza e dell’andare del mondo. La frase è: “Siamo ciò che pensiamo”. Essa sta scritta in una grotta di Elea\, nella vicina Campania: “Pensare è la stessa cosa che essere” e il suo autore fu il “terribile vecchio” Parmenide (515 – 450 a. C.). Un millennio dopo Cartesio la ripeté col suo famoso Cogito ergo sum\, “Penso dunque sono”. \nE dunque l’economia ha bisogno di filosofia. Ecco\, dunque\, spiegata la crisi mondiale d’oggi: se quattro gatti detengono il 99% della ricchezza internazionale\, danno vita a una diseguaglianza così marcata che è ingiustizia e diseconomia\, una dispersione di valori e di opportunità. In altre parole l’economia d’oggi soffre perché chi la padroneggia non sa nulla di filosofia\, cioè non pensa\, dunque non è consapevole di ciò che è\, o meglio è il suo tesoro\, una cosa inanimata\, invece che essere pensante. \nDa questo principio si possono far discendere tutti i suggerimenti esposti da Matera per il benessere di quella piccola o grande comunità che è un’azienda in relazione con tutte le altre comunità del territorio e\, virtualmente\, del mondo. La crisi\, dice Matera\, in sé è cambiamento\, in essa bisogna vedere le opportunità possibili\, avendo in mente di essere parte del proprio territorio. Ma la necessità di cambiamento insita nella crisi deve cominciare da noi stessi\, dal conoscere la situazione aziendale e di mercato\, dal guardarsi con gli occhi dell’altro e dal pensare cose nuove\, perfino sognarle\, perché chi non sogna è già morto\, pertanto l’imprenditore non dev’essere un boss che comanda\, ma un leader che conduce verso una nuova meta\, un nuovo obiettivo. \nNella conversazione con chi ascoltava\, è stato citato il cambiamento con il “tutto scorre” di Eraclito e come un nuovo studiato a tavolino\, quindi ingannevole\, invece che spontaneo e perciò nuovo per davvero.\nSembravano quegli interlocutori\, in reciproco ascolto\, e forse lo erano\, membri di un circolo filosofico. \nMichele Cristella – Giornalista Professionista \n Giovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli: \nwww.giovannimatera.it \n  \n 
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SUMMARY:IMPRENDITORI SI NASCE O SI DIVENTA?
DESCRIPTION:IMPRENDITORI SI NASCE O SI DIVENTA?\n– L’impossibile diventa Possibile.\n– L’imprenditore disegna sogni e li concretizza.\n– Non c’è cambiamento senza consapevolezza\nProsegue con grande successo\, a cadenza mensile\, il corso di Ricerca e Formazione a cura dell’imprenditore\, Giovanni Matera. Dopo aver analizzato la figura del Leader\, contrapponendola a quella del Capo\, il nuovo tema dell’incontro è stato: “Imprenditori si nasce o si diventa?”\nAl Don Chisciotte Caffé Letterario di Laterza\, l’atmosfera si riscalda mentre presenze già note e facce nuove\, disoccupati e studenti\, imprenditori coraggiosi ed aspiranti tali\, si scrutano in silenzio\, vicendevolmente\, prima che l’autore de “La cassetta degli attrezzi” torni a sfogliare per noi le pagine del libro\, riproposte su schermo\, attraverso un tour a tappe su Power Point.\n“Dio ci ha dato due orecchie ma soltanto una bocca proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà” (Epiteto)\nCon la Politica che si riempie le ganasce di Cultura e fatue promesse\, senza riflettere sull’importanza che una degna Formazione Imprenditoriale avrebbe sull’esistenza di ogni cittadino\, Giovanni Matera ci invita a riflettere sul nostro passato\, poiché soltanto la Conoscenza di ciò che fummo è in grado di favorire la costruzione di noi stessi.\nLaterza siede su pietre che la Storia ha scavato\, spuntato\, affilato\, arrotondato\, indipendentemente dal fascio politico che l’ha colorata negli anni. E ci racconta di quei padri e di quei nonni che la sua terra l’hanno zappata\, versando sangue\, sudore e lacrime per garantire un futuro più dignitoso ai figli di domani.\nE parla ancora\, Laterza.\nOgni vicolo incassato tra le mura del Paese Vecchio\, ogni strada affacciata su vie gremite di negozi\, è un libro aperto sulla realtà di chi ha vissuto il vero tracollo economico\, la povertà\, la Depressione\, quando procurarsi un tozzo di pane era considerato un lusso per pochi e la gente camminava per strada con le scarpe consumate\, giacche e calzoni rattoppati ma sempre a testa alta.\nFino a qualche anno fa abbiamo guardato Laterza dal basso\, come fratelli e figli costretti in un borgo che non offriva spazi\, garanzie\, opportunità. Oggi\, a dispetto della nuova ondata di crisi che sta braccando l’Italia e con rinnovato senso critico\, possiamo affermare che Laterza è un paese rimesso a nuovo\, in costante apertura. Questo grazie all’impegno di coloro che hanno creduto nelle sue potenzialità\, nella sua ricchezza territoriale e soprattutto in quegli stessi figli che dai padri hanno ereditato la forza e la dedizione\, credendo innanzitutto in se stessi.\nMolti dicono “Qui c’è il nulla” “Il Paese muore”\, “Mancano le iniziative”.\nProviamo a mettere il naso fuori dai luoghi comuni e a domandarci seriamente “A cosa serve lamentarsi se l’unica cosa che riusciamo a fare è quella di aspettare che Madame Opportunità ci chiami al cellulare?”\nLe iniziative ci sono. E sono il frutto di un impegno meticoloso\, di un’aggregazione carismatica che ai cittadini\, soprattutto ai giovani\, chiede soltanto predisposizione all’ascolto\, innovazione\, senso etico\, al fine di ridestare il “condottiero” che sonnecchia in ognuno di noi e far prosperare le Aziende. Maggiori saranno gli imprenditori in grado sfidare e osare\, di reinventarsi dal vecchio\, molteplici saranno le richieste di lavoro.\n“L’imprenditore vede sempre il lato positivo della realtà ove opera\, dipinge il mondo con i colori della volontà e della costruttività\, e mai con quelli della rassegnazione. “\nGiovanni Matera sostiene che il vero Imprenditore non è un folle bensì colui che non cede ai manrovesci del destino. Sa essere positivo\, segue i collaboratori da vicino\, li sprona a dare il meglio\, senza disorientarli o terrorizzarli\, diventa per loro un ombrello\, una sorta assistenza continua. Come in una partita a scacchi\, all’interno di un “Locus of Control” (Luogo di controllo)\, egli è soprattutto un giocatore di quinta e sesta mossa\, in grado di cogliere le opportunità e prendere decisioni strategiche in situazioni avverse\, affidandosi a “compagni di viaggio”- anch’essi portatori di sogni e futuri condottieri – validi propulsori di energia creativa.\nAd ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.\nE’ il terzo principio della dinamica\, secondo Isaac Newton\, adattabile sia in guerra che nel quotidiano. E quando le Aziende crescono\, per diretta conseguenza…anche il Paese raccoglie i frutti dell’abbondanza\, screma la disoccupazione. Il pubblico\, proveniente da paesi vicini e non\, è intervenuto alle provocazioni di Matera\, portando sul campo dubbi\, certezze\, la testimonianza diretta sia del proprio fallimento che della propria rinascita lavorativa\, entrando così in empatia con l’ambiente e gli altri partecipanti.\n“Siamo tessere di un grande puzzle. Abbiamo una Missione. Quella di mettere la nostra tessera nel giusto incastro e comporre quell’immenso mosaico che è la Vita\, il futuro\, un mondo migliore. ”\nInsieme si può.\nD’altronde\, la Formazione punta a questo.\nE’ il nostro faro Guida\, la cui luce utile ruota a 360 gradi sull’oceano\, scrostando dalle tenebre quei talenti\, quelle ambizioni personali che\, private della conoscenza\, finirebbero con lo svilire il sogno\, trasformandoci in tante navi incagliate a riva\, sotto un cielo perennemente monocolore. \n(Marilena Frigiola) \nGiovanni Matera\nPer consultare altri miei articoli:\nwww.giovannimatera.it
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SUMMARY:E' PIU' GIUSTO AVERE SUCCESSO\, OPPURE ESSERE UNA PERSONA DI SUCCESSO?
DESCRIPTION:CULTURA: LECTIO ECONOMICA CON GIOVANNI MATERA \nMarilena Frigiola – Scrittrice\, libraia \n– Cos’è il Successo?\n– E’ più giusto avere successo oppure essere una persona di successo?\n– Non regalare un pesce a chi ha fame. Insegnagli a pescare e lo avrai sfamato per sempre. \nDopo l’ottimo riscontro di pubblico ottenuto il mese scorso durante la presentazione ufficiale del libro “La cassetta degli Attrezzi”\, Giovanni Matera\, “l’imprenditore dal volto umano” è ritornato al Don Chisciotte Caffé Letterario\, a dimostrazione che le parole possono tradursi in fatti con la buona volontà ed una reale motivazione. \n10 marzo 2016\, si è tenuta la 1°puntata del suo Corso di Formazione. Tutti insieme per discutere “sull’avere successo” e “sull’essere una persona di successo”.\nSiamo ambiziosi\, questo è chiaro.\nChi non sogna di realizzarsi nella Società?\nChi non anela a lasciare traccia di se nel mondo?\nUn conto\, però\, è concentrarsi seriamente\, avere il coraggio di rimboccarsi le maniche e tirar fuori dalla nostra cassetta interiore lo strumento che al meglio ci rappresenta. Ben altro è disperdere le energie\, andare allo sbando\, nella speranza che la risposta al dilemma ci piova dal cielo.\nLa manna dal cielo è un sogno biblico. E ricorrendo a quel detto “Aiutati che Dio ti aiuta”…la risposta ce l’abbiamo. E’ nella faccia riflessa nello specchio\, nella coscienza che nel vetro si rigetta e ci parla “a tu per tu”. \n“Fatti non foste a viver come bruti\, ma per seguir virtute e canoscenza” – scriveva Dante Alighieri nel 26simo canto dell’Inferno. \nLo scopo di Giovanni Matera è esattamente questo. Aprire le menti alla Conoscenza\, scrostrare fatalismi ed ottusaggini laddove li abbiamo lasciati attecchire. Cadere nei luoghi comuni\, diventare preda consenziente di questo cambiamento epocale non ci aiuta a veder chiaro sul nostro futuro. Non ci aiuta ad avere prospettive valide sul domani. \n– C’è la crisi.\n– Non posso farcela.\n– I nostri politici stanno portando l’Italia alla fame.\n– E’ inutile chiedere un lavoro.\n– Con “Garanzia Giovani”\, dopo i 30 le porte sono chiuse. \nGiovanni Matera ha intrapreso da anni una battaglia straordinaria. Motivare i giovani e gli adulti – disoccupati e non – ad uscire dalla zona di comfort per rimettersi in gioco. E lo fa senza ipocrisia\, mettendo a servizio della Comunità l’esperienza acquisita in 40 anni di duro lavoro. Qualcuno ha criticato questa scelta ricordandogli che “parla facile” perché ha un’azienda\, un capitale\, un tetto sicuro” e lui giustamente ha risposto che se il paese non cresce\, se le imprese chiudono e la gente fallisce nei propri propositi\, se i soldi non girano\, anche la sua produzione è destinata a subire una battuta d’arresto. “Come posso sperare di vendere una cameretta\, una cucina se il lavoro viene meno? Se la gente non compra?” \nQuindi? Occorrono delle regole.\nLeggi funzionali che aiutino l’uomo a diventare “imprenditore di se stesso”. In Famiglia. Sul posto di lavoro. Nella vita.\nInoltre ha rammentato al pubblico che la sua ascesa aziendale non è stata facile. Da quella bottega eretta in un campo di ceci…di strada ne ha fatta…ma le difficoltà\, le cadute\, i sogni infranti\, gli attimi di scoramento\, hanno pesantemente scontrinato la sua vita. Ebbene\, non si è arreso. Ha stretto forte i pugni e si è reinventato\, traendo dalla vecchia base (una nota falegnameria locale) stimoli nuovi e nuovi “strumenti” per erigere l’Azienda che oggi conosciamo: la “Matera Arredamenti”. \nIn uno dei primi capitoli del suo libro\, si legge: “Appunta il tuo sogno su un foglio di carta\, fissando con chiarezza la meta da raggiungere nell’arco di tempo variabile tra 1\, due\, 5 anni\, secondo l’importanza del progetto da realizzare. Con questa semplice azione risvegliamo la nostra vera essenza\, la parte più profonda di noi che giace sotto le macerie dei pensieri negativi.” \nIniziamo a crescere da qui.\nPensiamo ad una data. Che non sia una data utopistica. Bensì un numero certo. Scriviamola sul foglio mentre teniamo ben fissato nella testa il sogno che intendiamo corporizzare.\nSoprattutto cerchiamo di scoprire “Chi Siamo”.\nSpogliamoci dei filtri. Di ogni pudore. Di ogni scusa banale che sovente ci porta a rimandare le azioni.\nMettiamoci immediatamente all’opera.\nL’energia ridestata chiama a se altre energie.\nNon sogniamo da soli.\nL’alienazione volontaria porta soltanto frutti marci.\nSogniamo in gruppo\, camminiamo “con” per un bene comune\, un po’ come fanno i pinguini in squadre ben organizzate…ma uscendo dalla massa\, dall’invisibilità\, differenziandoci dal gruppo grazie al nostro naturale carisma.\nQuesto è molto altro si apprende dalla “lectio” economica di Giovanni Matera. Un appuntamento al mese\, presso il Don Chisciotte Caffé Letterario\, allo scopo di intraprendere un percorso di successo e crescere sia come Paese che come Persona. \nOspiti della serata: Rosa Surico\, vice-presidente del Mensile “Il Colle”\, Nunzio Tria (autore\, musicista)\, Mimmo Pugliese (Ceramista\, Pittore)\, il dott. Valentino Valentini (entomologo\, autore del libro “Gemme di Gravina”\, Michele Cristella (Giornalista professionista)\, Lucrezia Laforgia (Agente Mondadori nelle scule primarie e Segretaria del PD)\, Raffaele Parisi (Candidato Sindaco) e Stefano Martemucci\, direttore della BPPB di Laterza. \nIl libro “La Cassetta degli Attrezzi” è in vendita al caffè letterario il Don Chisciotte in Via Roma a Laterza. Per ulteriori articoli e approfondimenti potete consultare il Blog: http://www.giovannimatera.it/libri/ \nMarilena Frigiola – Scrittrice\, libraia \nGiovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli: \nwww.giovannimatera.it \n 
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SUMMARY:IL SUCCESSO: O E' SERVIZIO O NON E'.
DESCRIPTION:CULTURA Seconda lezione formativa di Giovanni Matera nel Caffè letterario Don Chisciotte \nIl successo: o è servizio o non è \nConsapevolezza e integrità \nle condizioni per conseguirlo \nGli esempi di Cesare e Orazio e di Alessandro magno e Diogene \nIl trono che gronda di lacrime e sangue \nIl successo\, cercarlo?\nIeri sera nel Caffè letterario Don Chisciotte\, Giovanni Matera\, introdotto da Marilena Frigiola\, ha tenuto la seconda delle sue quattro lezioni sull’imprenditoria\, il tema era: Come avere successo? Ma sotto traccia scorrevano due domande: ma che cos’è successo ed è proprio il caso di cercarlo?\nNella prolusione materana e nel dibattito con gli ospiti sono stati elencati gli ingredienti del successo: conoscenza\, uscita dal proprio spazio anche pagando un dazio emotivo\, diversificarsi e distinguersi\, pensare da causa\, cioè ragionare sul necessario e possibile\, consapevolezza\, coraggio\, avere una meta o uno scopo e\, soprattutto essere credibili per propria integrità. Infine\, la misura del proprio successo vien data dal successo dei propri collaboratori.\nIl dibattito ha avuto momenti alti\, aprendosi all’interrogativo di Eric Fromm: essere o avere? E al conseguente rischio di alienazione\, cioè di uscire da sé e disperdersi inseguendo il successo con ogni mezzo\, con la conclusione di salire e salire\, ma\, nel voltarsi indietro trovarsi soli.\nIn una conversazione successiva al dibattito con Matera\, il successo è stato visto con due esempi contrapposti: successo ebbe Cesare\, che fu il più potente del mondo per un po’ d’anni e successo ebbe il poeta Orazio che lasciò gli splendori di Roma per un campetto nel quale vivere e regnare. E successo\, ha aggiunto Nunzio Tria\, ebbe Alessandro Magno e successo ebbe Diogene che lo irrise per tutti i tempi dicendogli: fatti più in là\, che mi nascondi il sole. E dunque il successo è riuscire nel proprio intento\, realizzarsi secondo le proprie attitudini o doti\, mai dimenticando le profondissime parole foscoliane nell’elogiare l’acume di Machiavelli ne Il Principe: di che lacrime e sangue grondi qualsiasi scettro\, il potere\, o il successo; monito che si collega ad uno delle caratteristiche del successo: aver fatto\, con la propria abilità e integrità\, il bene dei propri collaboratori\, o dei propri simili.\nE dunque il successo o è servizio o non è\, va cercato\, ma per restituire agli altri ciò che si è avuto da madre natura\, o perfino dal caso\, che i latini chiamavano “vitrea fortuna\, perché come splende così si rompe”. \n\nMichele Cristella\, Giornalista Professionista \nGiovanni Matera \nPer consultare altri miei articoli: \nwww.giovannimatera.it \n 
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SUMMARY:GINOSA\, FORMAZIONE A SCUOLA: GIOVANNI MATERA INCONTRA STUDENTI “BELLISARIO”
DESCRIPTION:GINOSA\, FORMAZIONE A SCUOLA: GIOVANNI MATERA INCONTRA STUDENTI “BELLISARIO” \nContinua sul fronte della formazione l’impegno dell’imprenditore laertino Giovanni Matera\, che sabato 9 maggio 2016 ha incontrato gli studenti delle classi quinte dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Marisa Bellisario’’ di Ginosa. \nSi tratta del quinto appuntamento nelle scuole per il titolare della “Matera Arredamenti’’\, che ha avuto modo di presentare il suo libro “La cassetta degli attrezzi’’ e di spiegare parte dei concetti in esso contenuto relativi a marketing\, economia e al mondo dell’imprenditoria e del lavoro. \nGli istituti scolastici si confermano fucine dei lavoratori di domani\, dove Matera trova terreno fertile per discutere delle nozioni acquisite in anni di esperienza e più che mai attuali e fondamentali per la crescita personale. \nImprenditori si nasce o si diventa? \nDinanzi a questa domanda\, i ragazzi non hanno avuto dubbi\, optando per la seconda risposta. Ma per ‘sfondare’\, bisogna innanzitutto avere delle qualità\, non necessariamente innate\, che determineranno il successo che otterrà la persona. \n«Occorre avere un desiderio di autorealizzazione che ci spinga verso un buon risultato – ha dichiarato Matera – una capacità di controllo tale da influenzare l’ambiente in cui viviamo e assumere comportamenti proattivi\, oltre a una propensione al rischio\, da non confondere con la pazzia insana\, che consiste nel non avere obiettivi». \nRegole e conoscenze da acquisire a parte\, anche le astuzie da mettere in campo risultano importanti\, specie nell’affrontare il temuto colloquio di lavoro\, a cui moltissimi giovani presenti all’incontro dovranno sottoporsi tra pochi mesi. \nIl consiglio di Giovanni Matera? Inserire nel proprio curriculum vitae «tutte le esperienze fatte finora e persino i piccoli lavori manuali svolti\, perchè a parità di titoli conseguiti\, il selezionatore sceglierà il candidato che avrà accumulato maggiore esperienza in vari campi». \nAl di là del percorso che ognuno intraprenderà\, sia come imprenditore che come lavoratore dipendente\, ciascuno\, ha ricordato Matera\, rimane padrone di se stesso e della sua vita e non deve esser vittima della cosiddetta ‘scusite’\, che ci fa trovare una scusa per tutto\, ma avere un sogno e una meta ben precisi. \nMiki Marchionna \nAcquista libro su: www.giovannimatera.it/libri/ \n 
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SUMMARY:IL PIACERE DELLA VENDITA
DESCRIPTION:“Le idee\, se ben distribuite\, accendono lampadine destinate ad illuminare le finestre del mondo.”  \n   \n“Tutti nasciamo con le lampadine spente. Durante la crescita\, però\, le lampadine iniziano ad accendersi\, a creare idee.”  \n(Nicola Delfino)  \nSpesso\, la loro luce viene affievolita da coloro che si professano fautori di tutto e di niente\, ma se impariamo a crederci\, se non ci neghiamo al confronto\, con acume e professionalità le idee si moltiplicheranno e non avremo debiti col buio.  \nUna comunità di piccoli\, nuovi\, vecchi e grandi imprenditori\, maestri di vita\, docenti spiritualmente esposti e disposti al cambiamento\, semplici impiegati\, scrittori e pensionati in fase di reinvenzione con sé stessi…  \nPresso il Mondadori Bookstore (Laterza)\, nella sala del Don Chisciotte Caffé Letterario\, si è tenuto il primo incontro di Ricerca & Formazione a cura di Giovanni Matera. Ad arricchirci con l’esperienza e l’umiltà di chi ce l’ha fatta a realizzare il proprio sogno\, l’imprenditore Nicola Delfino della Delfino Infissi srl.  \n“L’educazione è il primo capitale che ci rappresenta e ci distingue” ha affermato Delfino\, dichiarando apertamente di essere orgoglioso della sua terza media e del suo fido gruppo di collaboratori. Non dipendenti. Collaboratori motivati che amano ciò che fanno e mirano a raggiungere INSIEME l’obiettivo aziendale.  \nUn pomeriggio corroborante\, pieno di spunti di riflessioni\, con dibattiti innovativi\, durante i quali\, ci si è scoperti Causa ed Effetto di determinate situazioni\, pronti ad reingranare la marcia e proseguire con positività il nostro cammino di vita.Perché ogni giorno è un buon giorno per vendere: un’emozione\, un libro\, un’idea\, un’esperienza del settore\, quel Do ut Des che contraddistingue l’imprenditore uomo/umano dal prenditore che arraffa e non quaglia.  \nNoi ci mettiamo la faccia.  \nNon lavoriamo “facile”.  \nRestiamo onesti.  \nGrazie a Giovanni\, per la tenacia e la forza di sempre e un abbraccio di stima a tutti i partecipanti
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SUMMARY:Teatro nella scuola
DESCRIPTION:Matera Arredamenti ancora nel sociale.  \nDopo gli impegni di stampo formativo nelle scuole superiori del territorio (che proseguiranno nei mesi successivi) Matera Arredamenti di Giovanni Matera ha voluto riconfermare il proprio impegno e sostegno al fianco degli istituti comprensivi\, sponsorizzando questa volta “Teatro a Scuola’’\, realizzato dalla Scuola Media“Dante’’ di Laterza.  \nL’evento si è svolto presso la corte del Palazzo Marchesale\, nel cuore del centro storico laertino\, nella serata di giovedì 6 giugno. Ben due gli spettacoli organizzati\,con la partecipazione del coro polifonico diretto dal Prof. Francesco Tria\, anche regista assieme alla Prof.ssa Anna Maria Montanaro. Le scenografie sono state curate dalla Prof.ssa Caterina Mallano.  \nDopo il saluto del Dirigente Scolastico\, il Prof.Fabio Grimaldi\, il sipario si è aperto con il musical “Attenti al semaforo’’\, tutto incentrato sulla sicurezza stradale\, con i giovanissimi protagonisti che impersonavano i più famosi cartelli stradali e che\, attraverso le sette note\, hanno giocosamente spiegato il loro significato nel contesto del codice della strada.  \nDurante la seconda parte\, invece\, gli alunni hanno messo in scena un simpatico scorcio di vita scolastica. Una commedia intitolata “Viva la grammatica’’\, avente come tema le famose e a volte trascurate regole grammaticali della nostra lingua\, sempre raccontate in modo ironico.\nMatera Arredamenti di Giovanni Matera si è dimostrata nuovamente attiva nel territorio attraverso la promozione di tutti quegli eventi che caratterizzano il suo stesso cartellone.  \nCiò\, nell’ottica non solo del sostegno di iniziative di intrattenimento ed educative\, come in questo caso\, ma anche di un marketing a stretto contatto con il territorio e specialmente con le persone. Un marketing relazionale\, insomma\, volto a dare un contributo in più alla collettività\, per uno scambio di emozioni che dura da oltre 40 anni. 
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SUMMARY:Grandi Donne Crescono
DESCRIPTION:Grandi Donne Crescono: Tra Gardenie\, Poesie e Dibattito Sociale.  \nL’idea di poter organizzare una serata fra anime poetiche ci frullava in testa già da un po’. Un “momento” per noi\, completamente svincolato dal ritmo frenetico degli incontri culturali al Don Chisciotte Caffé Letterario.  \nAmici di nuova alleanza e di vecchia data hanno riempito la sala letteraria\, occupando le sedie disposte in circolo attorno ad un tavolo gremito di libri. E’ così che ci piace stare. Con l’odore della carta stampa che filtra nelle narici e ci offre nuovi spunti di dialogo e di riflessione profonda.  \nAccogliendo l’iniziativa #Grandidonnecrescono del Mondadori Store\, con il supporto dell’imprenditore laertino Giovanni Matera e l’Associazione culturale“CulturaViva”\, abbiamo cercato di dare un senso compiuto ad una data che per tutti\, o quasi\, è diventata soltanto un buon pretesto per parlare del valore delle donne\, della loro crescita all’interno della Società\, della loro mattanza ingiustificata e di quel fiore giallo\, donato a simbolo di una gloria artefatta.  \nUna serata alla “buona”\, oserei dire…realizzata in meno di due giorni e che\, a sorpresa\, è stata il viatico per altri appuntamenti informali\, con la condivisione dell’idea sempre in tandem e l’aggregazione non stereotipata fra sessi alla base di ogni tema. Insieme\, finché si può e si vorrà. Abbiamo riso\, letto brani tratti da romanzi d’autore\, recitato poesie appassionate.  \nAbbiamo discusso di figli\, di genitorialità\, di responsabilità\, di educazione\, ponendoci tutta una serie di interrogativi che ancora oggi faticano a trovare una risposta compiuta. Ma ci sarà una risposta\, al di fuori e al di dentro di quel che accade quotidianamente.  \nA rendere la serata al Don Chisciotte Caffé Letterario più motivata\, il supporto della Presidenza della Sezione Territoriale di Palagianello (TA) che\, attraverso il contributo delle Associazioni Nazionali Carabinieri di tutta Italia – rappresentate in sede dal Brig. CC. (ris) Pietro Mappa e dalle Donne dell’Arma – hanno creato un bel legame in occasione della manifestazione nazionale “Benvenuta Gardenia AISM” (una Gardenia e un’ortensia) a sostegno dell’Associazione Italiana SCLEROSI MULTIPLAOnlus.  \nRingrazio la giovanissima e talentuosa Maria Pia Lazazzera che ci ha fatto sognare sulle corde del suo violoncello. Ringrazio tutti. Per l’anima che ci avete messo. Per aver dato vita ad un incontro ricco di sementi\, di fiori e di pennellate vivide. Perché il Futuro non sia Rosa\, come reclama il logo dell’iniziativa franchising\, bensì una Sinergia di Forze e di Colori. 
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SUMMARY:Ho inseguito il mio sogno\, ora sono felice
DESCRIPTION:La nostra compagnia\, TeatroLab – Restiamo Umani.  \nMi chiamo Tiziana ho 30 anni\, una figlia e un marito meravigliosi e una vita strapiena di cose da fare. Circa sette anni fa ho preso la decisione\, insieme a una delle mie più care amiche\, di realizzare il sogno per cui abbiamo lottato e faticato. Dopo anni di studi e specializzazioni e corsi abbiamo detto basta alla città che ci rifiutava e ci disprezzava\, abbiamo rifatto le valigie\, lasciato gli amici incontrati e ricominciato. Ritornare a casa per me era una sfida\, per la mia amica una sconfitta”.  \n“Chi era rimasto ci guardava con sospetto e noi non ci sentivamo più così a casa. Avevo quasi 25 anni avevo brillantemente concluso il mio percorso di studi e dovevo solo discutere la tesi. Credevo che il mondo aspettasse me\, la mia professionalità\, le mie capacità. Avevo combattuto con i miei perché loro non credevano che frequentare il DAMS fosse una scelta giusta per il mio futuro\, mi dicevano di diventare infermiera o fisioterapista\, ma io piuttosto avrei fatto la cameriera a vita”.  \n“Sono cresciuta a Laterza\, un paese della provincia di Taranto dove il teatro non esisteva né come idea né fisicamente. La prima volta che ho visto uno spettacolo ero adolescente e ho capito che avrei cercato di fare qualsiasi cosa\, anche la donna delle pulizie\, ma era lì che dovevo stare. Sulla mia strada ho incrociato Anna che a 11 anni diceva di voler fare l’attrice… da allora siamo indivisibili. Anna ha frequentato due Accademie teatrali e vari corsi\, io triennale\, magistrale\, master\, corsi diversi\, ma niente”.  \n“A Roma non succedeva niente. Ho lavorato in un teatro meraviglioso\, dove ho imparato tantissimo\, ma dove loro malgrado non riuscivano ad assicurarmi  un mensile. A quel punto ho detto ‘Basta! Torno a casa. Lì il teatro non c’è e allora portiamolo noi’.  Abbiamo iniziato con difficoltà\, all’inizio la gente ci guardava come fossimo due esaltate\, e quando mi chiedevano che lavoro facessi avevano difficoltà serie nel comprendere che ero un ‘Operatore Culturale’\, che mi occupavo di organizzare eventi teatrali e che insieme a un’attrice avevamo fondato una compagnia. ‘Sì. Ma come lavoro dico?’”.  \n“Sì\, perché questo è un lavoro. Non è un hobby. Il teatro è un luogo di professionisti e professioni\, fatto anche da amatori. Ma non è solo quello. La nostra compagnia\, TeatroLab – Restiamo Umani\, esiste legalmente da tre anni\, prima abbiamo collaborato e lavorato con altre realtà\, ma nessuna di loro voleva fare quel passo in più”.  \n“Da tre anni lavoriamo incessantemente\, d’estate e d’inverno. Abbiamo prodotto spettacoli per adulti e bambini. Organizziamo rassegne per famiglie e per adulti\, in spazi non convenzionali\, che inventiamo volta per volta\, perché il teatro qui come spazio fisico ancora non c’è”.  \n“Ti scrivo perché mi capita spesso di leggere storie di ragazzi che il sud rifiuta e che scappano. Io sono ritornata e la mia terra\, così sbeffeggiata\, ritenuta così povera culturalmente e\, devo dirlo\, un po’ abbandonata\, mi ha dato la possibilità di realizzare il mio sogno. Lavoro tantissimo e guadagno molto poco\, ma sono felicissima. I miei ogni volta mi guardano con orgoglio e mi dicono ‘State facendo una rivoluzione’. E questa è la soddisfazione più grande”.  \nTiziana Mele\, dalla provincia di Taranto  \nArt. pubblicato da: INVECECONCITA.BLOGAUTORE.REPPUBBLICA.IT  \n“Insegui un sogno sarà il tuo carburante” Giovanni Matera 
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SUMMARY:I Don Chisciotte di oggi Chi siamo Dove andiamo
DESCRIPTION:…I sognatori non riposano.   \nI sognatori vigilano\, anche quando scende la notte ed il corpo umano si concede alle mollezze dell’oblio.   \nI sognatori hanno nei palmi l’Eternità\, il cuore pulsante di una stella\, colline e montagne abbruschiate dal sole.  \nChi sono i Don Chisciotte di oggi? \nLa risposta è in quegli uomini\, con lo spirito ancora pulito\, che hanno il dono di guardare al mondo senza farsi trascinare dalle convenzioni\, dalla routine\, da ciò che appare scontato. \nI sognatori veri vanno nella Pancia di una Gravina Millenaria e si allattano alla Sorgente dell’Ispirazione. \nContro un Sistema fintamente invincibile\, andiamo. \nCome Don Chisciotte della Mancia che affrontò il marcio sistema del Potere\, scagliandosi contro i Mulini a vento\, incurante delle ferite e dell’umiliazione che sarebbero derivate dall’impatto. \nEppure lui\, malconcio\, deriso\, continuò a lottare\, continuò a rischiare\, perché credeva nella Missione e sperava che le sue imprese ridestassero dall’apatia i cavalieri erranti di tutto il mondo.  \nNoi\, a Laterza\, rappresentiamo in qualche modo quei cavalieri. \nUn piccolo Pugno.\nNon facciamo a cazzotti. \nSarebbe troppo facile.\nNon usiamo la Violenza né sgomitiamo per aprirci un varco laddove le Cancellate restano chiuse e le Spine circondano la testa di un Cristo ormai ghettizzato da una croce che l’ha appeso formalmente al muro.\n…\nNoi\, lottiamo.\nIn Silenzio\, fra grossi Tomi e romanzi d’autore. \nSciamo su grossi cavalloni di Mare\, liberando al largo i Velieri della Mente.\nLottiamo a Voce alta\, se la situazione lo richiede.\nCi motiviamo ogni giorno.\nTalvolta ci rannicchiamo e ci lasciamo cogliere da una fiumana disordinata di pensieri.\nPoi\, ritorniamo.\nPiù Incanagliti e più Motivati di prima. \nE poco importa se altrove ci condannano e ci bullizzano. \nSiamo semplicemente Uomini e Donne\, Dame e Cavalieri senza omologazione\, senza età\, in sella ad un Gobbuto Ronzino\, determinati a proseguire il Sogno Matto.  \nSiamo Divulgatori. Scrittori. Lupi Sanguinanti d’Amore. Artisti e Scultori. Illustratori timidi e complessi\, Imprenditori tenaci. E\, mentre viaggiamo\, ci teniamo caro ogni particolare\, sfogliamo pagine di Vita\, costruiamo Case ed Accoglienti Ripari\, studiamo volti e pietre per scrivere\, cantare\, edificare\, arredare\, dipingere e raccontare una storia\, mille storie\, tante storie in una sola\, allo scopo di tramandarle ai figli – futuri padri e future madri – che\, pur nella giovinzezza\, coltivano l’ardente desiderio di scoprire la bellezza primitiva di un Paese in crescita.  \nUna Laterza sempre di nuovo Vestita\, alla quale\, con umiltà ed onesto attaccamento alla cultura\, noi abbiamo in qualche modo contribuito attraverso il dibattito sociale e gli incontri qui\, al Don Chisciotte Caffè Letterario.  \n(Marilena Frigiola)  \n — con Pierri Maria Daniela\, Ada D’ Aiuto\, Sara Rattaro\, Nunzia Ranaldo\, Michele Lucatuorto\, Michele Cristella\, Nunzio Tria\, Gigi Traetta\, Angelo Mansueto\, Giovanni Matera\,Lucrezia Laforgia\, Marco Addati\, Leo Tenneriello\,Eustacchio Barbieri\, Daniel Lampaca Marianna Sansolini\, Anna Maria Di Taranto\, Maria La Fenice Mercante\, Antonella De Biasi e Antonella De Biasi presso Don Chisciotte Caffè Letterario.  \n“insegui un sogno\, sarà il tuo carburante” da la “Cassetta degli Attrezzi” di Giovanni Matera 
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SUMMARY:Un mestiere da imprenditore
DESCRIPTION:Un libro\, una scuola di formazione e tante iniziative sul territorio.  \nL’attività di Matera Arredamenti è fondata sulla relazione con il cliente\, ma anche sulla responsabilità sociale.  \n“Pensare che dalla vita si debba soltanto ricevere\, oltre che un’illusione è soprattutto un errore poiché è lo scambio che ci migliora e ci arricchisce”. Ciò\, penso sia l’insegnamento più importante che abbia potuto trarre dalla mia lunga esperienza di imprenditore e di uomo”.  \n Questo pensiero\, tratto dal libro di Giovanni Matera“La cassetta degli Attrezzi – Strumenti per il Marketing e per l’Imprenditoria”\, bene introduce la descrizione dell’attività della Matera Arredamenti di Laterza\, in provincia di Taranto\, che pone il suo fondamento proprio nello scambio\, e in particolare nella relazione: quella con il cliente innanzitutto\, ma anche quella con i collaboratori e con il territorio.  \nIn effetti\, fin dall’inizio della sua storia Giovanni Matera ha dato molto e anche ricevuto: ha dato passione e attenzione nel lavoro quotidiano in una bottega artigiana di falegnameria in cui è cresciuto e ha ricevuto la fiducia del padre che\, nel 1975 non avendo altro\, gli donò il proprio campo di ceci per aiutarlo a realizzare il sogno di un’azienda tutta sua. E’ proprio sul quel campo\, nella zona del Parco delle Gravine\, che si trova tuttora la Matera Arredamenti\, uno showroom di circa 1000 mq organizzato in ambienti separati da bassi muri\, per un effetto vedo/non vedo che porta lo sguardo a spaziare nelle diverse aree della casa\, all’insegna dell’Italian style.“Se un tempo\, il negozio si limitava a proporre degli oggetti con le loro caratteristiche\, – spiega Giovanni –oggi\, invece\, deve orientarsi verso la presentazione di un intero sistema di vita\, passando da spazio statico a luogo di esperienza”.  \n Sua Maestà il Cliente  \nIn tale luogo\, “Sua Maestà il Cliente” – per usare ancora un’espressione di Giovanni Matera – si aspetta non solo di trovare ciò di cui ha veramente bisogno\, ma anche di vederselo proporre nel modo giusto:“Con semplicità e chiarezza\, perché egli non ama le ambiguità e le complicazioni; con professionalità e competenza\, giacché egli è perfettamente in grado di saperle riconoscere”. Solo così diventa possibile\, secondo il nostro interlocutore\, creare quel rapporto umano da cui possa scaturire la giusta interpretazione dei desideri e la loro realizzazione attraverso la progettazione e la personalizzazione delle soluzioni d’arredo cui si accompagnano servizi quali trasporto e montaggio gratuito\, consulenza finanziaria e assistenza post-vendita.  \n Focus Formazione  \nQuest’approccio con il cliente non sarebbe possibile senza la costante valorizzazione del personale dell’azienda. Argomento sul quale Giovanni è sempre pronto a mettersi in discussione: “Una delle più recenti novità che abbiamo introdotto – racconta ad esempio – è stato il ripensamento dei rapporti di lavoro con i nostri collaboratori\, in termini migliorativi e con uno stipendio non più fisso ma percentualizzato sul fatturato. Riteniamo\, infatti\, sia fondamentale incoraggiare lo spirito d’iniziativa\, offrendo loro crescita professionale e benessere economico”.  \nIl signor Matera ritiene\, inoltre\, che uno dei principali tratti distintivi della propria attività\, rispetto alla concorrenza\, sia l’aver inserito un programma di formazione (con cui si tengono frequenti riunioni) mirato a migliorare innanzitutto se stesso e poi i propri collaboratori.  \n L’interesse per la formazione aziendale ha portato alla nascita della Matera Arredamenti School\, accolta con entusiasmo da molti giovani imprenditori\, professionisti e amministratori locali. Nel 2013 l’attività della scuola si è articolata in un ciclo di appuntamenti mensili su un percorso formativo denominato “Un’impresa che funzioni”\, inteso a“offrire alle imprese locali alcuni strumenti di “difesa” da questi tempi di severa recessione e come approcciare il mercato in modo diverso e innovativo”.  \nPiù che di una crisi\, secondo Giovanni\, si tratterebbe di un grande cambiamento in atto\, il quale esige un conseguente e rapido cambiamento anche da parte delle aziende: “O ti distingui o ti estingui! – afferma\, sempre il nostro capitano d’impresa – Chi ha compreso questo\, in futuro avrà meno problemi”.  \nL’impegno nel territorio  \nMatera Arredamenti apre dunque le porte del suo showroom\, riconoscendo come aspetto fondante della propria Mission quello di “Contribuire allo sviluppo della comunità\, esercitando funzioni di guida nella pratica dei nostri valori”. Ciò vale non solo per le già citate attività di formazione ma anche in quelle di marketing e comunicazione\, che traduce poi in veri e propri eventi nel sociale: gare podistiche (la grande passione di Giovanni)\, passeggiate in gravina\, ciclo passeggiate\, sponsorizzazioni di attività per ragazzi\, culturali artistiche\, enogastronomiche e molto altro. Tali iniziative sono sostenute e affiancate da un intenso uso del web in tutte le sue declinazioni: un sito aziendale ricco e aggiornato da cui s’inviano anche newsletter all’utenza\, l’uso del social network per la diffusione delle informazioni in tempo reale e un’attività di e-commerce dedicata ai complementi d’arredo\, alla Maiolica di Laterza e ai prodotti tipici locali.  \nArticolo/intervista curato da Letizia Casella per conto di Progetto Cucina\, edito da Duesse – Milano\, con distribuzione nazionale.
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DESCRIPTION:CULTURA “Lectio” economica di Giovanni Matera.   \nLa conoscenza dev’essere  \nl’innervatura di qualsiasi azienda  \nArticoli di economia raccolti\nnel libro La cassetta degli attrezzi  \nImprenditore è chi si domanda:\n“Che cosa posso fare io?” E lo fa  \nDare per avere e non dare \npesci ma insegnare a pescare  \nRealizzare sogni.  \nAffrontare dibattiti sull’economia\, oggi\, è perfino temerario: nel mondo e di più in Italia. La distribuzione della ricchezza è la più ingiusta della storia dell’uomo: i beni dell’1% dei terrestri sono superiori a quelli del 99% e 62 persone detengono la ricchezza di 3\,6 miliardi di persone per un capitale pro capite di 28 miliardi\, a fronte del dollaro al giorno degli altri. E molta di questa ricchezza è stata nascosta nei paradisi fiscali\, inutilizzabile dai suoi proprietari\, sottratta alla comunità. Inoltre\, in primis quella italiana\, l’imprenditoria\, svampita dal lusso\, non esita a precipitare nell’abietto schiavismo\, dal caporalato al contare i secondi al bagno dei suoi operai\, chiedendo e ottenendo la licenziabilità a propria discrezione.  \nE tuttavia nei sotterranei della società c’è chi va spiegando che\, come l’essere di ciascuno\, anche l’economia o è basata sulla conoscenza\, o non è\, intendendo per conoscenza quella di Socrate\, secondo il quale il male lo commette soltanto chi non sa\, invece chi sa distinguere il bene dal male non può commettere il male ed è predisposto al bene. Se al sapere della riflessione si aggiunge la “Sapientia cordis”\, cioè la generosità\, può perfino accadere che un gesto di bontà può cambiare il corso della storia.  \nPortatore di questi concetti è Giovanni Matera\, imprenditore laertino che ha raccolto nel suo libro “La cassetta degli attrezzi”\, i suoi articoli di economia sapienziale. E li ha esposti ieri sera nel caffè letterario Don Chisciotte\, introdotto da Marilena Frigiola.  \nLa Lectio è cominciata da un episodio naturale: un uomo alquanto povero vede un bimbo dimenarsi in uno stagno\, lo salva. Il padre del bimbo salvato si disobbliga facendo studiare il figlio del povero. Più avanti negli anni il figlio del ricco\, ammalatosi gravemente\, viene salvato dalla medicina scoperta dal figlio di quel povero. Costui era Fleming\, lo scopritore della penicillina\, il due volte salvato dai Fleming era Churchill\, che ebbe grande parte del fermare il male assoluto che stava funestando il mondo\, il nazismo hitleriano.  \nChe cosa insegna questo naturale episodio di vita quotidiana? Che ciascuno di noi può cambiare il corso della storia. I padri usarono la sapientia cordis\, i figli quella scientifica e sociale\, cioè la conoscenza.  \nConoscenza\, dice Matera\, che dev’essere anche l’innervatura di qualsiasi azienda e la guida di qualsiasi uomo e imprenditore. In azienda\, come dovunque\, la conoscenza si basa sullo scambio di idee e sul cercare idee nuove\, sia nei momenti di crisi\, sia nei momenti positivi con il metodo del “Che cosa posso fare io?”\, e dunque col darsi un sogno\, un sogno da realizzare\, perché chi non ha un sogno lavorerà per chi ce l’ha. Nel reale il sogno è un obiettivo\, una meta\, che si scorge dopo aver ascoltato la realtà e i suoi molti interpreti\, basandosi su due concetti basilari: per avere bisogna aver dato e per il progresso sociale più che distribuire pesci\, bisogna aver insegnato a pescare (Confucio)\, o bisogna essere imprenditori (il demiurgo platonico prima e schumpeteriano poi)\, cioè colui che\, quasi essere divino\, s’ingegna e s’impegna a fare ciò che è necessario\, nel presente e per il futuro\, realizzare soluzioni\, intuizioni\, sogni.  \nI discenti non erano molti\, si direbbe uno scelto pubblico\, fra essi tre esponenti di partito: i dem Stano e Laforgia e il loro candidato sindaco Raffaele Parisi\, e soprattutto due bimbe: cioè la speranza. 
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